We're a happy family - E dire che fino a poco tempo fa la vedevamo andare a spasso mentre faceva la bella e dannata con l'ex Billy Bob Thornton: chi l'avrebbe detto che Angelina Jolie al compimento dei 30 anni sarebbe diventata tutta Unicef, set e famiglia? Ma c'è di più; nell'ultima intervista rilasciata alla rivista Vogue in occasione della presentazione del film The Good Shepherd (diretto da Robert De Niro) dice anche che lei non voleva distruggere il matrimonio tra Brad Pitte Jennifer Aniston, anzi: ''penso che fossimo le ultime due persone ad essere in cerca di una relazione'' ha puntualizzato l'attrice.
Destino - I due divi si erano conosciuti tra il 2003 e il 2004 sul set di Mr. & Mrs. Smith, film che deve buona parte del suo successo proprio alla relazione nata davanti alla macchina da presa. Angelina ha deciso di raccontare come sono andati i fatti, anche se non ha specificato se Jennifer Aniston - oltre a essere stata mollata - sia stata anche tradita: "Nel giro di poco tempo sono arrivata a pensare "non vedo l'ora di andare a lavoro!" anche se c'era una scena con una sparatoria o discussioni per come realizzare una parte o imparare a ballare, qualsiasi cosa dovessimo fare insieme ci dava un sacco di gioia e lavoravamo bene in team. Ci comportavamo come una coppia. Anche quando sono finite le riprese la vita si è sviluppata in modo da poter stare insieme, come se avessimo sentito che dovevamo fare qualcosa".
Niente matrimonio - Nell'intervista arriva anche la smentita ai recenti gossip che davano la coppia pronta per il matrimonio: ''Siamo stati entrambi sposati prima, non è il matrimonio che tiene necessariamente insieme le persone. Siamo già legalmente legati ai nostri bambini, non l'una all'altro, e penso che questa sia la cosa più importante".
I figli so' piezz'e core - L'apologia della famiglia di Angelina continua e racconta della sua numerosa prole: "Abbiamo lasciato decidere a Maddox come rapportarsi con Brad, lui si è preso un giorno per pensarci e poi ha cominciato a chiamarlo papà". Di Zahara dice: "abbiamo visto le sue foto e ci siamo precipitati in Etiopia, era terribilmente malata ed eravamo terrorizzati per lei, abbiamo subito deciso che dovevamo badare alla piccola". Infine arriva il turno dell'ultima arrivata: "il giorno che abbiamo portato Shiloh a casa ci siamo guardati intorno e abbiamo visto tre bambini che dormivano. Mio Dio! Siamo arrivati fino a qui! Non potevamo essere più felici! E non riuscivamo a immaginare come far salire tutti sulla stessa macchina!".