L'accusa - Ci ha provato varie volte, ma alla fine Laura Mallory ce l'ha fatta. Ha portato Harry Potter in tribunale. L'accusa? Fare proselitismo a favore del neopaganismo e della stregoneria. Sciocchezze penserete voi. E così hanno pensato la maggior parte dei giudici della Georgia. Eppure alla fine la Mallory è riuscita a fare causa alla scuola di suo figlio per chiedere che i libri di J.K. Rowling vengano ritirati dalla biblioteca. Secondo lei, infatti, leggendo libri di maghi, streghe e magie i bambini tenterebbero di lanciare incantesimi sui propri insegnanti (cosa alquanto normale). Vedendo che non funzionano però li si preparebbe ad andare a scuola con armi da fuoco (e qui il nesso logico appare un po' più vago).
La difesa - Gli avvocati della scuola sono abbastanza tranquilli. "Se dovessimo vietare tutti i testi che parlano di magia" dicono "bisognerebbe iniziare da Cenerentola e Macbeth". Gli Stati Uniti del sud non sono certo nuovi a processi attorno ad un libro. Nel 1925 fece epoca il processo contro John Scopes, reo di aver insegnato il darwinismo a scuola. Quella sentenza, a favore di Scopes, viene ricordata oggi nella storia americana come un importante traguardo di civiltà. Difficile che il processo contro Harry Potter possa raggiungere la stessa fama ed è probabile che la signora Mallory uscirà presto dal tribunale con la coda tra le gambe.
Il film - Intanto le riprese di Harry Potter e l'Ordine della Fenice stanno proseguendo in Gran Bretagna, incuranti di queste beghe legali d'oltreoceano. Pur correndo dietro all'avanzare dell'età dei suoi protagonisti, il film non sarà pronto prima della prossima primavera. E sono ancora due i capitoli che vanno girati prima di concludere la saga: Il principe mezzo sangue e l'ultimo libro, ancora senza titolo, e in attesa di essere pubblicato.
Più delle decisioni di un giudice ad Atlanta quello che preoccupa la Warner sono le incertezze d'autrice della Rowlings e il repentino diventar adulti dei protagonisti della serie.