L'ultima fatica del geniale regista di Non aprite quella porta racconta di una famiglia, con mamma, figlio e figlioletta, che si trasferisce nella campagna californiana per gestire un'agenzia funebre abbandonata da tempo. Come in ogni provincia, aleggia sulla casa abbandonata una leggenda, quella dei Fowler, i vecchi tenutari dell'impresa, da cui nacque Zeb, orrendamente sfigurato e probabilmente assassino dei propri genitori. Un film sporco e riuscito, pieno di citazioni dal genere, con una seconda parte inaspettata e ossessiva. Hooper ancora una volta parla della provincia e delle sue contraddizioni e dice molto di più di quello che può sembrare.
Tobe Hooper è considerato uno dei padri del new horror degli anni Settanta; insieme a John Carpenter, George A. Romero e Wes Craven ha sconvolto l'America e il mondo con le sue visioni morbose e senza speranza. Dopo un lungo periodo difficile come quello dei Novanta, dove ha girato pochi e deboli film, Il custode fa ben sperare per il futuro del cineasta.
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