Televisione - Lo sciopero degli sceneggiatori che è iniziato da qualche giorno a Hollywood è una bella gatta da pelare per le major cinematografiche, ma rischia di diventare un disastro per i network televisivi. Se infatti può essere più semplice riprogrammare i tempi della produzione di un lungometraggio, la produzione di una serie televisiva, che va a coprire un'intera stagione, non si può permettere neanche una settimana di ritardo.
Vittime - La prima vittima dello sciopero è il serial 24 con Kiefer Sutherland. La settima stagione, la cui messa in onda era prevista su Fox a partire da gennaio 2008, è stata spostata a data da destinarsi. Tecnicamente parlando metà della serie era già pronta, ma il network ha deciso di non voler rischiare di doversi bloccare a metà della giornata di Jack Bauer. Se lo sciopero durerà, come annunciato, fino a gennaio, sarebbe quasi impossibile preparare in tempo gli episodi mancanti.
Le casalinghe e uffici - Altro show che rischia la sospensione (momentanea) è The Office, remake NBC dell'omonima serie britannica. Steve Carell, il comico protagonista, si è infatti rifiutato di passare attraverso i picchetti di protesta degli sceneggiatori impedendo in questo modo le riprese della serie. Stessa sorte toccherà anche alle Casalinghe Disperate tra qualche giorno. In questo caso però la produzione si ferma anche grazie alla solidarietà dei protagonisti verso gli scioperanti.
I motivi e il video - Da questa parte dell'Oceano può sembrare quantomeno curioso, ma negli Stati Uniti le produzione televisive e cinematografiche sono una delle principali risorse nazionali e la seconda voce del bilancio dei pagamenti (insomma, dopo le auto la maggiore voce nelle esportazioni USA sono film e telefilm). Per capirci, come impatto emotivo ed economico uno sciopero degli sceneggiatori è per la California quello che a Torino è uno sciopero dei metalmeccanici. Qui sotto trovate un video che gli sceneggiatori hanno postato su YouTube per spiegare i motivi dell'agitazione.