Successo mondiale - Arrivato alla settimana stagione (anche se lo sciopero degli sceneggiatori ne minaccia la messa in onda) Ventiquattro, il telefilm che racconta le adrenaliniche vicende dell'agente Jack Bauer, è diventato ormai un fenomeno mondiale e un culto condiviso da tutti. Scandito in ventiquattro episodi da un ora l'uno, racconta, appunto, le ventiquattro ore di una giornata in cui Bauer deve, a seconda della stagione, salvare il presidente, impedire l'esplosione di un ordigno nucleare, impedire la diffusione di un virus e così via. Ventiquattro è anche la fiera della tecnologia più all'avanguardia. Un po' inventata, un po' sperata, per buona parte vera, la tecnologia è la migliore alleata dell'agente Jack Bauer.
Situazioni disperati - Quando è con l'acqua alla gola il buon Jack prende il suo cellulare e chiama il CTU per avere, per esempio, le immagini dal satellite, magari con gli infrarossi che indicano le posizioni dei cattivi. Si fa mandare tutto sul suo palmare dove controlla con comodo la situazione. Sempre dal satellite fotografa il viso di un sospettato di cui il database fornisce nome e cognome. Ha bisogno della pianta di un edificio? La visualizza comodamente sul cellulare. Facile fare Jack Bauer con tutto questo supporto.
Nel passato - Come sarebbero state invece le avventure di Bauer in un passato meno tecnologico. Senza neanche andare troppo lontano basta immaginarsi un'avventura di Jack Bauer nel 1994 e tutto diventa diverso. Via Wittgenstein e grazie a College Humor ecco le difficoltà che il nostro eroe avrebbe dovuto affrontare.
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