Potter for the masses - Il tamtam scuoteva Londra da mesi, le anteprime, rigorosamente riservate a stampa e critica, di qualche settimana fa avevano fatto drizzare le orecchie a fan e non di Harry Potter. Ora, finalmente, le porte del Gielgud Theatre si sono aperte anche la semplice pubblico pagante, agli abbonati, alle ragazzine che mai sono state (e forse mai più andranno) in un teatro, a tutti quelli, insomma, che hanno abbastanza soldi (neanche troppi, da un minimo di 19 sterline e 50 penny ad un massimo di 49 e 50) per comprarsi il biglietto di Equus, il dramma scritto trent'anni fa da Peter Shaffer e che rischia di passare alla storia solo per aver fatto spogliare Harry Potter.
La maledizione delle groupies - Questo il titolo scelto dal Daily Mail di Londra per raccontare il fatidico incontro tra Daniel Radcliffe e il pubblico del teatro. Nel momento in cui finalmente Radcliffe si toglie i vestiti, riporta il quotidiano britannico, tra il pubblico spunta una miriade di binoccholi da taschino e, come una voce unica, un ooohhh attraversa la sala. "Guarda che addominali" - "E che pettorali" - "Non pensavo fosse così peloso". Questi, sempre secondo la stampa inglese, i commenti che si scambiano sottovoce le spettatrici. Finchè un signore un po' scandalizzato le zittisce "Ma vergognatevi, quello è Harry Potter!"
Assalto al teatro - Incuranti di trovarsi davanti ad uno dei più prestigiosi teatri del West End londinese, fuori dal Gielgud, centinaia di fan aspettano, urlando e gettando peluches, il loro idolo, tanto che nelle ultime sere è dovuta intervenire la polizia. E così, il tentativo di liberarsi da un personaggio, Harry Potter, rischia di legare Daniel Radcliffe ancora di più al suo personaggio. Perchè il pubblico non va a vedere Radcliffe che interpeta Equus, va a vedere Harry Potter che si spoglia e, per giunta, simula un rapporto sessuale.
Che tempi signora mia - Insomma, alla fine il successo della rappresentazione sembra solo legata alla pruriginosa curiosità delle fan e delle signore attempate. E pensare che la critica ha lodato sia la messa in scena che l'interpretazione di Daniel Radcliffe. Che qui recita nella parte di un diciasettenne che, senza motiva apparente, acceca sette cavalli. Il dramma, che risale al 1973, porta in scena il successivo rapporto tra il ragazzo e il suo psichiatra, interpretato (scherzi del destino) da Richard Griffiths, che nei film di Harry Potter è il viscido zio Vernon.
Ma tutto questo alle fan interessa poco, loro vogliono solo il loro Harry Potter.
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