I quotidiani in edicola oggi si trovano tutti d'accordo nell'omaggiare i due Maestri che ieri sera hanno animato la Festa romana: Belloccio e Bertolucci; molto positivi i commenti su La strada di Levi mentre ha sollevato qualche dubbio il Viaggio segreto di Roberto Andò. Ecco cosa dicono gli esperti.
Dalla solida spalla del Corriere della sera, l'altrettanto solido Tullio Kezich definisce il film di Andò "un salto mortale": Viaggio Segreto è l'adattamento di un bel romanzo, Ricostruzioni, che l'autriche Josephine Hart ha regalato al regista lasciandogli assoluta libertà; e Andò ha approfittato della fiducia "riducendo al storia all'osso, tagliando molte circostanze e figure marginali, aggiungendo almeno un personaggio importante, trasformando i caratteri e sicilianizzando l'Irlanda". Parola di Kezich, che fa i complimenti alla Hart per non essere "scesa in campo a difendere le virgole come fanno tanti"; dall'altro lato "il regista non nasconde il debito con il libro, tanto che ha consigliato ai suoi attori di trarne ispirazione". Rimane il dubbio: "l'infedeltà è l'unica strada per tradurre bene", come diceva Benedetto Croce?
Lietta Tornabuoni della Stampa divide equamente il suo articolone centrale tra l'omaggio a La strada di Levi e il bilancio su Viaggio segreto. Quest'ultimo si regge in equilibrio tra i complimenti al regista che "fa alcune cose molto bene" e la storia "ridondante, confusa e massimalista quanto in altri suoi film".
Andò, dice la Tornabuoni, "tra gli interpreti sceglie e dirige bene le donne", la Finocchiaro e la Gerini (foto), "ragazze brune con occhi scuri e facce belle quasi naturali". D'altra parte però Viaggio segreto "avrebbe forse tratto vantaggio da sceneggiatori più esperti e sobri di quanto sia lo stesso Roberto Andò".