Piccolo non è bello - Nel 1986 a vincere la gara delle schiacciate fu un texano alto appena 1.68, Anthony "Spud" Webb (nella foto) degli Atlanta Hawks.
Spacciato dalle media guides come guardia di 1.70 (negli States, si sa, ti misurano scarpe comprese), il piccolo grande uomo nato il 13 luglio a Dallas (dove il 22 novembre di quell'anno fu assassinato JFK), dovette faticare assai per farsi reclutare dai college.
Preso il diploma di scuola superiore, frequentò il Midland Junior College (a Midland, Texas) dove guidò i suoi al titolo nazionale del 1982. Lì lo notò Tom Abatemarco, assistente allenatore presso la North Carolina State University, che lo fece incontrare con l'allenatore-capo, il compianto Jim Valvano, che gli offrì una borsa di studio.
Scelto dai Detroit Pistons al 4° giro (con la chiamata numero 87) al Draft NBA '85, trascorse gran parte della carriera agli Hawks, ma giocò anche per alcune stagioni con i Sacramento Kings, i Minnesota Timberwolves e gli Orlando Magic prima di ritirarsi, nel 1998. Ora vive vive a Dallas, dove appare spesso in una Tv locale come commentatore dei Mavericks. E per rispondere alle ovvie domande di quella magica serata del 1986.
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Come lui nessuno mai - Quella fu la volta in cui Anthony detto "Spud" (come l'omonimo razzo) per via della testa fatta a mo' di ogiva, sconfisse ogni pregiuidzio e una bella fetta di leggi sulla fisica gravitazionale. Pochi sapevano schiacciare dopo un 360°, figuriamoci quelli capaci di farlo partendo con un handicap di statura come il suo. Ma Webb, già "fortunato" ad essere arrivato nella NBA, non è mai stato il tipo che sprecava tempo a commiserarsi.
Compagni di schiacciate - Né glielo avrebbero consentito i rivali presenti in quell'epocale Slam Dunk Contest, a cominciare dal compagno di squadra Dominique Wilkins. "The Human Highlight Film" era il campione uscente e cercava il bis a forza di windmills, le schiacciate "a mulino a vento" divenute il suo marchio di fabbrica. Spud aveva l'aria modesta di chi stava vivendo un sogno già trovandosi sullo stesso parquet con gli uomini volanti. Invece vinse - 100-98 in finale - il numero 4, il 21 farà doppietta solo nel 1990. Spinto dall'incoraggiamento della folla, comprendente lil leggendario ex re dei 400 hs Edwin Moses, Webb seppe issarsi là dove era scritto non potesse arrivare. Ecco perché abbiamo scelto il piccolo grande uomo come numero uno di questa Top Ten. E poco importa che la vittoria (casualmente?) nella sua Dallas. Mitico Spud, come te nessuno mai.