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| Lasciare la politica |
| «Una cosa ho chiara nella mente: che alla fine del mio mandato non voglio nessun altro incarico. Fare il sindaco lo considero il mio ultimo lavoro in politica. Finirò il mio mandato nel 2006. Se i cittadini vorranno ne farò un altro. Potrei quindi arrivare al 2011, anno in cui avrò 56 anni. Spero a quel punto di poter andare a fare una esperienza lunga in Africa, dove ho lasciato un pezzo di me, assieme a mia moglie Flavia». |
| Intervistato da Chi, Ansa 4 febbraio 2003 |
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| «Ho dovuto cambiare la mia prospettiva di vita, che tuttavia rimane sullo sfondo». |
| Intervistato a Radio Anch'io, Ansa 5 ottobre 2007 |
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| Gay Pride |
| «Ci sarò anch'io a salutare l'avvio del corteo. Saremo lì a testimoniare il grande valore della libertà, di tutti e di ciascuno, di manifestare il proprio pensiero, le proprie convinzioni morali, anche le proprie inclinazioni sessuali». |
| Nella lettera a Repubblica intitolata “Perché andrò alla marcia dei gay”, 6 luglio 2000 |
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| Nel 2001 il neosindaco di Roma non partecipa al Gay Pride. |
| Ansa 7 luglio 2001 |
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| Astensionismo |
| «Fra tutti gli argomenti che vengono utilizzati nella propaganda astensionista (...) ce ne è uno che merita di essere contrastato con forza. Esso recita, più o meno così: i quesiti referendari sono tanti, investono materie eterogenee e complicate, è impossibile per un cittadino normale farsi un'opinione certa. Meglio, quindi astenersi e delegare ai politici la soluzione e le scelte. Si tratta, come è facile capire, di una visione della politica lontana anni luce dalle idee e dalla storia del movimento democratico. Ma si tratta anche di una visione inaccettabile del rapporto fra politica e società. I cittadini non sono bestie da soma, incapaci di farsi un'idea. O meglio, lo sono soltanto in una visione leaderistica e populistica della democrazia». |
| Lettera al Manifesto sui referendum del 21 maggio 2000, 20 maggio 2000 |
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| «Considero legittimo l'invito all'astensione» |
| Lettera al Corriere della sera sui referendum del 12 e 13 giugno 2005, 5 giugno 2005 |
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| Le primarie |
| «Le primarie non servono (...) E comunque non sono possibili nel nostro Paese, perché hanno un senso nei sistemi bipartitici, non in quelli bipolari». |
| Al direttivo dei Ds, il Riformista 21 gennaio 2005 |
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| «Il 14 ottobre, partecipa alle primarie del Partito democratico. È la prima volta che si comincia da te, non perdere questa occasione. Puoi contribuire, e ne abbiamo bisogno, a cambiare il destino del Paese». |
| Veltroni nello spot per le primarie che l'avrebbero eletto segretario del Pd |
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| Partito democratico |
| «L’errore che potremmo fare è pensare che il nostro rafforzamento possa nascere da una messa in discussione dell’Ulivo: se scindiamo la grandezza della sinistra e quella della coalizione, cadono insieme». |
| Ansa 1 giugno 2001 |
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| «Il Pd corre finalmente libero (...) un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader». |
| Veltroni ai giovani di Perugia, Ansa 29 febbraio 2008 |
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