Le parole – 20 luglio 2001, G8 a Genova. Durante la manifestazione perde la vita un ragazzo. Il suo nome è Carlo Giuliani. A sparare il colpo di pistola un altro giovane, all’epoca dei fatti carabiniere: Mario Placanica. Il carabiniere è prima incriminato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani.
Nel maggio 2003 il Gip Elena Daloiso decide per l'archiviazione delle indagini.
Oggi, però si torna a parlare di quei fatti e a farlo è proprio Mario Placanica, che racconta la sua verità su quei minuti concitati. Dichiara di non aver sparato a Carlo Giuliani ma di aver esploso il colpo di arma da fuoco in aria. Poi, lancia l’accusa: “Ci hanno lasciati soli, ci hanno abbandonato. Potevano intervenire perché c'erano i carabinieri e anche gli agenti della polizia. Potevano fare una carica per disperdere i manifestanti e invece non hanno fatto niente”.
Secondo l'ex carabiniere, sul G8 non “è stata detta tutta la verità. Ci sono troppe cose che non sono chiare, come ad esempio: perché alcuni militari hanno lavorato sul corpo di Giuliani? Perché gli hanno fracassato la testa con una pietra? Come fanno a dire che gli ho sparato in faccia? Non è vero. E' impossibile. Non potevo colpire Giuliani. Ho sparato sopra la ruota di scorta del Defender”.
Oggi, nel corso di un’intervista a Rtl 102.5, Placanica torna nuovamente con la mente a quel caldo giorno di luglio e afferma: “A Genova hanno inquinato le prove e alla fine ho pagato solo io, ma mi auguro di poter contribuire ad accertare la verità, anche se già mi hanno detto che non uscirà ma”.
Cossiga – “Peri i casi di Genova risollevati dalle presunte rivelazioni dell’ex carabiniere Placanica che uccise negli scontri del G8 il povero Carlo Giuliani, è certo necessario fare chiarezza nello stesso interesse dell’Arma”. E’ quanto afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. All’indomani delle dichiarazioni di Placanica, Cossiga sostiene che “la via maestra da seguire è quella della riapertura dell’inchiesta giudiziaria”.
Procura di Genova -Nulla di nuovoper giustificare la riapertura dell'inchiesta sulla morte di Carlo Giuliani. E’ la posizione assunta dal Procuratore Capo Francesco Lalla.
Secondo il magistrato nelle dichiarazioni di Mario Placanica “non ci sono gli estremi per intervenire”.
Lalla, inoltre, esprime dubbi sulla genuinità delle dichiarazioni dell'ex carabiniere.
Il Procuratore avanza l’ipotesi che l’ammissione del giovane possa essere stata indotta da terzi, anche alla luce del fatto che tra una settimana la Corte di Strasburgo sarà chiamata a decidere sul ricorso presentato dall’avvocato Pisapia.