Attesa per la decisione – Il Tribunale civile di Roma, I° sezione, giudice Angela Salvio, ha vagliato il ricorso presentato da Piergiorgio Welby per interrompere le terapie cui è sottoposto.
A udienza finita si apprende che il Tribunale si riserva di decidere sullo stop delle terapie: il giudice Angela Salvio si è dunque riservata la decisione che è prevista entro una settimana.
La speranza delle persone vicine a Welby, alla luce della sempre più difficile condizione di salute del co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, è che il giudice si pronunci in tempi più brevi rispetto alla consuetudine, al massimo un paio di giorni.
Peggiorano le condizioni di salute – I medici curanti di Piero Welby hanno oggi certificato che le condizioni dell’uomo sono peggiorate: “il paziente in questo momento ha problemi a riposare durante la notte per lo sfiato emesso dal passaggio dell’aria attraverso la stomia”.
Nei minuti in cui arriva la decisione del Tribunale civile di Roma il leader radicale Marco Pannella annuncia che sono “già oltre 130” e non più 80 i parlamentari dei vari schieramenti che hanno aderito e sostengono l'iniziativa della veglia della notte di sabato prossimo 16 dicembre, Con e per Welby.
Sono pronto a staccare la spina - Intanto all’Associazione Luca Coscioni arriva oggi una lettera.
Un chirurgo di Sestri Levante, Roberto Santi, si dice pronto a staccare la spina: “Mi offro di interrompere la sofferenza di Welby se nessun altro vuole farlo. Staccare la spina in questo caso non è eutanasia, è una questione che riguarda il rapporto tra medico e paziente, fa parte del percorso terapeutico ed è un grande atto d’amore”. E aggiunge: “Di dottori che hanno già staccato la spina ce ne sono a centinaia, a migliaia, basta andare su Internet e se ne trovano molte di dichiarazioni di questo tipo. E’ una prassi abbastanza consolidata nei vari ospedali”. E ancora: “E’ un grande atto d’amore che molti medici fanno nel tormento dei pensieri e di quello dei loro parenti. Il mio comportamento è sempre stato dalla parte del malato, che metto costantemente al centro, con la sua sofferenza”.