Posizioni a confronto - “La prossima settimana, anche in coincidenza con la giornata del ricordo, porteremo in Consiglio dei ministri un disegno di legge che prevede come reato il negazionismo dell’Olocausto e della Shoah”. E’ quanto ha annunciato la scorsa settimana il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Ora, a pochi giorni dal 27 gennaio, Giornata della Memoria, arriva l’appello di 200 intellettuali che chiedono al Guardasigilli di non presentare il disegno di legge.
Negazionismo – In riferimento alla Shoah, con il termine negazionismo si indicano le teorie revisioniste secondo le quali l’Olocausto sarebbe stato molto più ridotto di quanto sostenga la storiografia dominante, o addirittura che non sia mai avvenuto. Tra i più illustri sostenitori del negazionismo internazionale Robert Faurisson, ex professore di Lettere presso l’Università di Lione, secondo il quale le camere a gas non sarebbero mai esistite. Ma il più noto è il britannico David Irving, che fin dagli anni Ottanta iniziò a negare, oltre ad alcuni elementi fondamentali dell’Olocausto come le camere a gas per lo sterminio di massa, anche il coinvolgimento di Hitler.
Il disegno di legge – “La memoria è la memoria. Il ricordo è il ricordo e il dialogo è il dialogo. E’ fondamentale che alcune cose non siano ostaggio di falsa memoria. Occorre combattere e riflettere insieme non abbassando il livello di guardia e spero nella collegialità del governo”. Sono le motivazioni che hanno spinto il ministro Mastella alla proposta del ddl. Il Guardasigilli ha voluto anche sottolineare il cambiamento di tendenza rispetto al precedente governo: “Sul negazionismo la vicenda si è ingolfata perché il mio predecessore si ostinava a negarne l’esistenza”. La proposta di colpire chi non voglia riconoscere l’esistenza storica dell’Olocausto è nata a livello europeo, soprattutto tedesco, ma divide comunque i rappresentanti dell’Unione.
L’appello – Educare è meglio che proibire. E’ questo il punto centrale dell’appello degli intellettuali. Quasi 200 studiosi, storici, uomini di cultura hanno firmato un manifesto “Contro il negazionismo, per la libertà della ricerca storica”, ma soprattutto contro il ddl Mastella. Un manifesto bipartisan, siglato tra gli altri da Marcello Flores, Simon Levis Sullam ed Enzo Traverso “Una soluzione basata sulla minaccia sembra particolarmente pericolosa”, spiegano gli storici. Si rischierebbe di giungere a una “verità storica di Stato” tipica dei regimi autoritari. Non solo. In questo modo si offrirebbe ai negazionisti l’opportunità di ergersi a difensori della libertà d’espressione. Si finirebbe per trasformarli in martiri. Inoltre si accentuerebbe l’idea della “unicità della Shoah in quanto evento incommensurabile e non confrontabile con ogni altro evento storico”.
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