A carnevale ogni scherzo vale? - Non è vero. A maggior ragione quando si miscela un rituale pagano quale è il carnevale, con una religione (per carità non di stato ma pur sempre una religione) quale il cattolicesimo ed una figura alta e sacra come quella di Gesù Cristo. La tradizione del carnevale, ricavata dai personaggi della commedia dell’arte che a loro volta miravano a deridere, mettendo in mostra vizi e virtù di determinate categorie di persone (il contadino, il servo, la gentil donna…), è arrivata fino ai giorni nostri perdendo ed acquistando nuovi significati: una sorta di emulazione verso quei soggetti che più stimiamo, ma anche semplicemente che più ci stanno simpatici, ci convincono, o con i quali ci identifichiamo.
La maschera di Gesù - Nessuno, nel corso dei secoli, aveva mai pensato di creare un travestimento che riproponesse le sembianze di Gesù. Non un qualsiasi Gesù, badate bene, che predica o insegna. Ma un Gesù sofferente, quasi horror nel suo dolore. Un Gesù con la corona di spine. I cinesi, che di idee ne hanno tante, hanno sfoderato la loro migliore creatività pensando ad un travestimento degno del nome che propone: un uomo con una tunica stracciata, una parrucca con barba e baffi bionda, ma anche in versione bruna se si preferisce, e con una corona di spine a simboleggiare la sofferenza.
Tutto è cominciato a Verona - Il caso l’ha creato un negozio di Verona che ha proposto in vetrina, ad un prezzo di mercato, una busta con tutto l’occorrente ed una foto eloquente: un uomo imparruccato che accenna una benedizione. Da lì il passo è stato breve. La rete telematica, nella sua straordinaria capacità di recettore, si è subito attivata proponendo ai navigatori vari articoli con più o meno accessori a corredo. Per il momento il passaparola ha soltanto sollevato un evidente polverone, ma nessuna notizia ci arriva in merito allo stop di una simile iniziativa. E’ vero che durante il periodo di carnevale ci siamo abituati a vedere maschere attinenti al tema religioso: suore, preti, diavoli, angeli….riproposte in versioni più o meno ridicole o sexy. Ma mai ci saremmo aspettati che il cattivo gusto e l’eventuale profitto di alcune aziende importatrici restassero identici anche di fronte a Gesù Cristo.
|