Bamboccioni – E’ l’epiteto usato dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa per definire i giovani trentenni che si attardano a lasciare la casa dei genitori. Epiteto che ha scatenato un polverone di polemiche.
Durante l’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, illustrando le misure contenute nella Finanziaria 2008, il titolare del Tesoro parla delle agevolazioni sugli affitti per i più giovani: “Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. E’ un’idea importante”. Poi, si lascia andare a una battuta: “La manovra contiene misure come l’aiuto di mille euro l’anno previsto per i ventenni-trentenni che prendono casa in affitto: mandiamo i bamboccioni fuori casa”.
Giovani insorgono – Dure le critiche che piovono da entrambi gli schieramenti. Unanime il giudizio: una battuta infelice.
I primi a ribellarsi sono i diretti interessati: i giovani. Soprattutto quelli appartenenti ai movimenti politici di centrodestra. Azione giovani richiama tutti i ragazzi alla “rivolta generazionale” facendo presente che la colpa di questa situazione è da ricercare nelle politiche di governo “che portano alla precarietà”. Sulla stessa linea i giovani di Forza Italia: “Se i bamboccioni rimangono a casa è perché la generazione dei sessantottini al governo ha sostenuto una politica che sapeva solo guardare all’oggi scaricando sui giovani il peso economico di misure acchiappa-consensi”. Unici fuori dal coro i giovani socialisti per i quali “sui bamboccioni Padoa Schioppa ha ragione: alcune volte anche una battuta può aiutare a combattere la scarsissima mobilità sociale del nostro Paese”.
I ragazzi non hanno colpa - In difesa dei giovani è intervenuto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: “Con mille euro l'anno non si risolve il problema. Per me è più importante dare vita a un piano di costruzione degli alloggi”. Epifani, che definisce quella del ministro Padoa-Schioppa sui bamboccioni solo "una battuta", sottolinea che "i ragazzi naturalmente non sono così. Talvolta sono costretti a vivere a casa fino a tardi. E' chiaro che se non hanno case a prezzi possibili e se i lavori sono spesso precari anche nella qualità economica non ci si può stupire perché il giovane resti a casa". Parole di solidarietà ai trentenni anche dal sindaco di Roma Walter Veltroni. “La condizione di vita di quei ragazzi - ha commentato intervenendo a Radio Anch'io- è il principale problema di questo Paese. I ragazzi oggi affrontano un viaggio nell'incertezza e meritano non solo il rispetto ma anche l'accompagnamento nella ricerca di opportunità". E sulle parole del ministro dell’Economia: "E' una battuta, ma non la considero una battuta felice".
Melandri – Definisce “ingenerose” le parole di Padoa Schioppa anche chi i ‘giovani-bamboccioni’ li rappresenta: Giovanna Melandri. Il ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive difende, però, l’importanza delle misure economiche adottate a favore dei ragazzi: "Se penso alle misure che il Ministero per le Politiche giovanili, grazie anche alla disponibilità del ministro dell'Economia, ha inserito in Finanziaria a sostegno dell'autonomia dei giovani che escono dalla famiglia dei genitori per affittare una propria casa, è evidente che esse si rivolgono a quasi 5 milioni di cittadini di età compresa tra i venti e i trent’anni e non certo a un gruppo di bamboccioni”. E sottolinea: “E' la prima volta in Italia che il governo investe così esplicitamentesull'autonomia e sulla crescita dei giovani”. Giovani ai quali “questo Governo non offre né mance, né paghette, ma strumenti concreti e solidi (991 euro in detrazione d'imposta per tre anni), per costruirsi da soli e autonomamente il proprio futuro”.