Tor di Quinto - Giovanna Reggiani è morta. La donna di 47 anni, aggredita martedì a Roma da un giovane romeno, ha lottato con tutte le sue forze per difendersi dalla brutale aggressione.
Era in coma cerebrale profondo. Giovedì si è spenta poco prima delle 20 nell’ospedale Sant’Andrea della capitale.
Il terribile caso di cronaca riporta nuovamente l’attenzione sulla questione sicurezza.
Cresce tra i cittadini la percezione di insicurezza, spesso legata all’illegalità e al degrado ambientale.
Quel degrado ambientale che si osserva ai margini della nostre città dove sono sempre più presenti baraccopoli che accolgono centinaia di persone. Accampamenti abusivi che divengono ricoveri di nomadi, sorti in luoghi piuttosto isolati, spesso campi incolti o zone con strade sterrate. Luoghi simili alla piccola baraccopoli a ridosso della stazione di Tor di Quinto, dove viveva Nicole Romulus Mailat, il 24enne romeno arrestato dagli agenti della polizia di Stato per aver aggredito e seviziato Giovanna Reggiani.
Intanto, dopo un sopralluogo delle forze dell’ordine, le autorità hanno deciso la demolizione delle baraccopoli a Tor di Quinto.
Decreto espulsioni, prefetture pronte al via - Il terribile fatto di cronaca ha spinto Palazzo Chigi a trasformare in decreto uno dei disegni di legge, quello relativo all’espulsione dei cittadini comunitari, inserito nel cosiddetto “pacchetto” Amato. Il dl attribuisce al prefetto il potere di allontanamento dal territorio nazionale di cittadini comunitari, sulla base della direttiva UE, per motivi di pubblica sicurezza.
Venerdì, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge approvato mercoledì sera da un Consiglio dei ministri straordinario, potrebbero essere decisi i primi allontanamenti, sulla base degli elenchi dei soggetti pericolosi forniti dalle forze di polizia e di controlli nei campi rom non autorizzati.
Alcune proposte per il provvedimento sono già pronte, ha fatto sapere il prefetto di Roma Carlo Mosca.
Pronti al via anche a Firenze, Torino e Milano: le prime espulsioni potrebbero riguardare centinaia di cittadini stranieri. Nessun ricorso potrà bloccare i provvedimenti. E nel caso di persone già sottoposte in attesa di processo sarà chiesto il nulla osta al magistrato per procedere all’espulsione. Ma guai, avverte il prefetto Mosca, a procedere con l’equazione “romeni uguale criminali”.
Fini: Il governo si deve vergognare – Assieme al dolore della famiglia di Giovanna Reggiani, morta in seguito all’aggressione del giovane rom, al cordoglio espresso dal mondo politico e dalla società civile tutta, non si placa lo scontro sul tema sicurezza. Il decreto sulle espulsioni è tardivo. Questa l’accusa mossa dal centrodestra.
Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha ribadito il suo impegno a favore della sicurezza. “Continueremo a vigilare per fare in modo che questi atti non si ripetano “ sono state le sue parole.
La misura assunta dal governo, però, è ritenuta tardiva dal leader di An Gianfranco Fini. “Il governo si deve vergognare, il giorno prima in tv il ministro (dell’Interno Giuliano Amato) aveva detto che il decreto non era necessario. Poi dopo la tragedia della signora Reggiani lo ha fatto: meglio tardi che mai”. Fini, recatosi ieri a Tor di Quinto, ha fatto sapere di essere favorevole al decreto sulle espulsioni, a patto che venga applicato non solo a chi delinque, ma anche a chi non ha una “fonte certa di sostentamento”. Le dichiarazioni rilasciate dal leader di An hanno innescato un scontro con il ministro dell’Interno Amato che si è detto “sorpreso e amareggiato” dalle dichiarazioni rese da Fini e dal fatto che “sia andato nel luogo del delitto a sollevare emozioni contro di me e contro il governo in una giornata come questa”. E ha aggiunto: “Da un uomo di governo che tra l’altro si è trovato a gestire l’ingresso della Romania nell’Ue in una fase decisiva, non me lo sarei aspettato. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di dividerci davanti alle tragedie”.
|