Polemiche - Continua a dividere il mondo politico l’ordinanza del Comune di Firenze che vieta l’esercizio dell’attività di lavavetri. O, meglio, continua a suscitare reazioni discordanti all’interno della maggioranza. A destra, infatti, il provvedimento del sindaco Leonardo Domenici ha raccolto un consenso unanime.
Il dibattito che ne è scaturito va al di là della singola ordinanza e ruota intorno a tematiche quali l’illegalità, il racket, la sicurezza stradale. Tutte inevitabilmente collegate alla questione lavavetri.
Maggioranza divisa - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti esprime senza mezzi termini tutto il suo dissenso. “Dubito sempre quando la severità interviene sugli ultimi invece che sui primi colpevoli, in questo caso il racket”. Ben diverso il parere del ministro dell’Interno Giuliano Amato, che dichiara di avere “ apprezzato l’iniziativa del Comune di Firenze”. Ma il ministro si spinge oltre e, in una lettera al Corriere della sera, annuncia iniziative nazionali e invita ad imitare il sindaco di New York Rudolph Giuliani. “Serve una lotta all’illegalità a 360 gradi, così come fece Rudolph Giuliani da sindaco di New York – scrive il capo del Viminale - Combattere la piccola illegalità è propedeutico e a volte strumentale a combattere la grande”.
Nella maggioranza, si schierano a favore del giro di vite fiorentino contro i lavavetri anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta e il ministro del Lavoro Cesare Damiano. Contrari i ministri Rosy Bindi, Pecoraro Scanio e Paolo Ferrero. Quest’ultimo parla di ordinanza “sbagliata e probabilmente incostituzionale”. Perplesso invece il Guardasigilli Clemente Mastella, secondo il quale “più che i lavavetri occorre contrastare quanti sfruttano il loro lavoro riducendoli ad essere prigionieri e schiavi”.
Opposizione - Apprezzamenti all’iniziativa del sindaco di Firenze arrivano invece da tutto il centrodestra. Il presidente di An Gianfranco Fini parla di iniziativa “buona”. Ma, precisa in un’intervista al Tg1, “mi auguro che la sinistra non cambi la legge Bossi-Fini, la legge sull’immigrazione clandestina, perché quella è la legge essenziale per garantire l’integrazione e la legalità”. Il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Maroni annuncia che, alla ripresa autunnale, la Lega presenterà una proposta di legge per dare a sindaci il potere di intervenire in casi come quelli di Firenze. “Dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di agire in piena legalità. Mi auguro che anche il centrosinistra condivida la nostra proposta. La sicurezza nelle città deve avere una iniziativa comune, in maniera da rendere un servizio ai cittadini”.
Cofferati - A difesa del provvedimento e dell’autonomia di azione dei sindaci interviene il sindaco di Bologna Sergio Cofferati. "Se c'è un bambino al semaforo, so che non va a scuola: devo garantirgli quel diritto e assieme impedirgli di andare al semaforo con la spugna – afferma in un’intervista a la Repubblica - Semplicistica è la doppia morale di una sinistra condiscendente: visto che sei nei guai, per te le regole non valgono. Così abbiamo lasciato uno spazio politico enorme alla destra".
E sulla creazione di norme nazionali, così come annunciato dal ministro Amato, Cofferati dichiara che “è condivisibile l'esigenza di comportamenti uniformi, ma non c'è bisogno di nuove norme. E' meglio lasciare all'esperienza degli amministratori la scelta sul modo di applicarle ”.
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