Massoneria – Perquisizioni in varie regioni d’Italia, la maggior parte in Toscana, ma anche in Lombardia, Basilicata e Calabria. Abitazioni, uffici, studi professionali di imprenditori e politici sono oggetto dei controlli della Procura di Potenza nell’ambito di un’indagine sui presunti rapporti tra massoneria e politica il cui titolare è il sostituto procuratore della Repubblica Henry John Woodcock. Il riserbo sulle attività svolte dalla Polizia è pressoché totale. Sembra, però, che siano già coinvolte oltre 20 persone. Inoltre, pare che Woodcock, il 19 maggio scorso, abbia chiesto a tutte le 103 Prefetture italiane gli elenchi degli iscritti alla massoneria.
Le indagini – L’inchiesta del pm di Potenza scaturisce da un’indagine avviata circa un anno fa in collaborazione con la Squadra mobile della Questura di Potenza. Woodcock, in quell’occasione, individuò una pista d’indagine nel corso dell’inchiesta “Somaliagate”, che portò in carcere alcune persone per truffe ai danni di aziende alle quali venivano promesse joint-ventures aziendali in Somalia o in altri Paesi esteri per progetti di costruzione di acquedotti. Al centro di quell’inchiesta c’era il consulente Massimo Pizza, dal cui interrogatorio emersero varie ipotesi. Una di queste riguardava l’esistenza di una “loggia massonica”, ovvero di un “centro di potere” in Basilicata che si sarebbe finanziata con operazioni legate al petrolio, all’acqua e ai rifiuti e che avrebbe avuto diramazioni in tutta Italia.
Il riserbo - Si parla già di persone indagate a varie titolo, da associazione a delinquere a logge massoniche coperte. L’articolo 18 della Costituzione italiana sancisce, infatti, il diritto dei cittadini ad associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite, però, le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.
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