L’immondizia in Campania è il Vietnam delle istituzioni. Non bastavano gli incendi, gli scontri, un’emergenza che non può più essere definita tale visto che dura da 15 anni.
Oggi a tutto questo si aggiunge una bufera giudiziaria che investe proprio chi è stato scelto per gestire il caos rifiuti. Era già accaduto con il governatore della Regione Antonio Bassolino, accusato di presunte irregolarità nella gestione del ciclo di smaltimento in Campania compiute tra il 2000 e il 2004 quando era commissario straordinario per l'emergenza rifiuti (il processo inizierà il prossimo 2 luglio).
Ora ci sono 25 persone, tra cui funzionari e dipendenti del Commissariato per i rifiuti, agli arresti domiciliari.
I reati contestati sono: traffico illecito e truffa ai danni dello Stato. Tra i nomi illustri anche Marta Di Gennaro, già vice del sottosegretario Guido Bertolaso e responsabile del settore Sanità della Protezione Civile, mentre il prefetto Alessandro Pansa è stato raggiunto da un’informazione di garanzia con l’accusa di falso in atto pubblico.
Dalle intercettazione emerge che le società del gruppo Impregilo (affidatarie del servizio di smaltimento) con la complicità dei funzionari del commissariato di governo, non trasformavano in modo corretto i rifiuti che venivano smaltiti in maniera illecita. Rifiuti prelevati dalle strade e portati senza alcun processo di trasformazione nelle discariche per essere bruciati con conseguenze dannose per la salute. Così si spiega perché a Chiaiano, a Serre, a Savignano Irpino o a Terzigno la gente non si fida più dello Stato.
Ne abbiamo parlato con Paolo Chiariello, caposervizio di SKY TG24, autore del libro inchiesta “Monnezzopoli. La grande truffa”.
Oggi oltre alla crisi rifiuti è messa in discussione anche la credibilità delle istituzioni. C’è un’emergenza verità?
Fino ad oggi tutte le scelte fatte dalle istituzioni sono state opinabili, sono state sempre messe in discussione dai cittadini.
Le istituzioni, dal canto loro, hanno utilizzato spesso l’emergenza rifiuti come ammortizzatore sociale. Il dictat del loro agire è stato: finché ci sono rifiuti arrivano i soldi da Roma. Lo stesso Commissariato, nato nel 1994 per fronteggiare l’emergenza, fino ad oggi ha pensato più ai soldi che alla salute e all’ambiente.
Basti pensare che ci sono 2500 persone pagate per occuparsi della raccolta indifferenziata, assunte a tempo indeterminato a 1700 euro al mese che non fanno nulla.
La colpa dunque è delle istituzioni?
Possiamo dividercela un po’ tutti. I cittadini che non fanno la raccolta differenziata, le istituzioni che invece di smaltire i rifiuti secondo le norme li prelevano dalle strade e li portano in discarica così come sono. Vedi il caso di Terzigno: il sito doveva ospitare solo fos (frazione organica stabilizzata) e invece vi sono stati depositati rifiuti di ogni genere nascosti sotto uno strato superficiale di fos.
Ma la soluzione qual è?
La soluzione è quella indicata nei decreti legge: aprire le discariche, educare la gente alla raccolta differenziata, costruire i termovalorizzatori.
Oggi accade che mandiamo in Germania i nostri rifiuti, paghiamo ai tedeschi 270 euro a tonnellate di rifiuti.
Lì, grazie a un processo di smaltimento all’avanguardia, dalla combustione viene prodotta energia. Energia che noi italiani ricompriamo. E’ assurdo.
E la camorra che ruolo ha in tutto questo? Può essere diventato un po’un alibi dietro il quale si nascondono diverse responsabilità?
Sì, ne sono certo. Va però sottolineato che per anni la camorra ha sporcato il territorio campano portando rifiuti tossici presi dalle grandi industrie del Nord. Ora la camorra ha però altri obiettivi: si candida a fare le bonifiche. Sarà questo infatti il prossimo business. Erano già stati stanziati dal precedente governo Berlusconi e dal governo Prodi 650 milioni di euro. A questi si aggiungono 400 milioni del governo attualmente in carica. Allo stato attuale, però, non c’è neanche un centimetro di territorio bonificato, nonostante siano stati spesi tanti soldi.
E sull’idoneità dei siti scelti dal decreto legge per la realizzazione di 10 discariche?
In qualsiasi Paese civile prima di indicare dei siti per le discariche in un decreto si fanno gli accertamenti opportuni. Qui è accaduto esattamente il rovescio.
Centrodestra e centrosinistra hanno responsabilità diverse nella gestione dell’emergenza?
No. I rifiuti non sono né di destra né di sinistra. Andrebbero solo rimossi per consentire una vita normale. E non va dimenticato che la tassa sui rifiuti a Napoli è la più alta d’Italia.
http://www.paolochiariello.it/
PER SAPERNE DI PIU'
link utili
Video dal web: Discarica Lo Uttaro, racconto per immagini
La discarica di Terzigno. Il sito del biologo Angelo Maria Genovese
Blog del Movimento per la Difesa del Territorio Area Vesuviana
Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Comitato Allarme Rifiuti Tossici
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